Moto Astra 500 Sport

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Questa pagina è dedicata alla Moto Astra 500 Sport del 1934.
 
La moto arriva in garage in uno stato molto rimaneggiato. Nel corso degli anni '70 infatti, quando era soltanto una "moto vecchia", l'allora proprietario aveva apportato pesanti modifiche per trasformarla in una sorta di "chopper" all'americana.
La moto quindi si presenta con un vistoso manubrio "a corna di bue", con una grande e larga sella a due posti, con due marmitte rivolte in alto che sembrano i "cannoni di Navarone" ecc...
Visto che adesso la moto non è più soltanto vecchia  ma è un bel cimelio d'epoca, queste modifiche mi sembravano eccessivamente lesive della dignità del mezzo e quindi, prima di fotografarla per metterla su questo sito, ho provveduto a sostituirle con pezzi raccattati qua e la in garage che le donano un'aria appena più presentabile.
 
 
Andando un po' a ritroso nel tempo alla ricerca di documentazione dell'epoca troviamo che la rivista Motociclismo parlava di questa Azienda nel numero del 6 Dicembre 1934:
 
 
La moto, salvo una leggera incongruenza nel pedale del freno posteriore, è quella che si vede in alto nella terza pagina.
 
Leggendo ancora vecchie riviste si trova una foto dello stand alla Fiera di Milano del Gennaio 1935 :
(il modello oggetto di questa pagina è visibile in secondo piano sulla sinistra della foto)
 
 
A questo punto, guardando quest'ultima immagine, appare chiaro che lo stand della Moto Astra è lo stesso della più nota marca Inglese "Ariel" ed è quindi doverosa una precisazione.
L'allora importatore Italiano delle moto Ariel (...e non solo), il noto Max Turkheimer, si trovava visto il periodo storico a combattere contro le spinte nazionaliste allora molto forti nel nostro Paese e questo poteva precludergli una buona parte del mercato allontanando potenziali clienti.
Per questo motivo venne fondato il marchio Moto Astra e si poteva a tutti gli effetti dire che le moto erano fabbricate a Milano.
Per queste moto la ditta utilizzava parecchio materiale Ariel, ma non si pensi che queste moto fossero semplicemente delle Ariel rimarchiate Astra: parecchi componenti con cui venivano assemblate non arrivavano dall'Inghilterra.
 
 
Per confermare questa affermazione basta guardare per esempio i mozzi delle ruote che su questa moto sono, colore a parte, ancora originali e marchiati "Astra" :

 
Dato che trattasi di moto interessante, per un po' riesco a trattenermi e la lascio così com'è in attesa di documentarmi in proposito, ma non dura molto... bisogna smontare e curiosare dentro !
 
Tolti gli scarichi e prime sorprese...

ci vorranno un bel po' di saldature

Si rimuove il carter della primaria, ovviamente tenuto da viti di ogni forma e passo (data la provenienza inglese del motore, tutte le filettature dovrebbero avere il passo "in pollici") Le soluzioni artigianali abbondano, ed ho la sensazione che ne troverò ancora molte  altre !
Vengono "espiantati" dal telaio rispettivamente il cambio, la dinamo-spinterogeno, quindi il motore stesso.
per ultime lasciano il telaio le ruote, notare le ganasce dei freni in alluminio.... ed un cuscinetto della ruota anteriore con la ghiera esterna spaccata dopo poco tempo il telaio è nudo !

(così si può iniziare a curiosare dentro al motore :-)

Per aprire il motore si inizia rimuovendo il castelletto e quindi la testata dal cilindro.

Notare che manca completamente il meccanismo dell'alza-valvola

Verranno sostituite sia la valvola che la guida-valvola di scarico

Il pistone ha sicuramente lavorato poco, non è originale ed ha già qualche punto di maggiorazione ma penso che verrà recuperato.

Il cilindro ha qualche aletta spaccata che si dovrà ricostruire.

Tolto il termico si levano la pompa dell'olio e gli organi della distribuzione, quindi i carter vengono aperti. Le camme sono scalinate, si dovrà trovare una soluzione sostituendo il pezzo o facendole riprofilare.

Anche i "martelletti" sono piuttosto consumati

Il pistone resta attaccato alla biella perché non riesco a sfilare lo spinotto, sarà poi necessaria una pressa per poterne avere ragione Notare il rasamento su un lato del piede di biella.
Ed ecco il pesantissimo albero motore.

Entrambi i bulloni che serrano l'asse di accoppiamento sono saldati al perno e poi smerigliati !

al primo tentativo di smontaggio ovviamente l'asse di accoppiamento cede e si spezza su uno dei due filetti !

Si era capito fin da subito che non sarebbe stato recuperabile


 
Dopo aver smontato il motore si passa al cambio Burman
 
L'interno è ben lubrificato, gli ingranaggi e tutto il resto sono in ordine L'unico problema lo si vede evidenziato dal circoletto rosso: la parte finale del secondario, dove si trova la dentatura elicoidale che comanda il rinvio per il contachilometri, è completamente "mangiata" ed inoltre l'alberino del rinvio che dovrebbe essere nella sua sede nel coperchio esterno è mancante.
Grazie ad un amico reperisco un albero secondario che però non mi risolve del tutto il problema, l'ingranaggio per il rinvio contachilometri è perfetto ma il resto dell'albero è disastrato e non è utilizzabile.
Non resta che prendere una decisione drastica: tagliare entrambi gli alberi (non senza apprensione) e creare un "innesto" per poter attaccare assieme i due pezzi buoni, quindi  saldare !
(badando bene alle quote e all'allineamento :-)
Il risultato non è male, manca solo l'alberino del rinvio ma per questo mi viene incontro la fortuna sottoforma di inserzione su eBay in Inghilterra: Acquisto un coperchio esterno per un cambio non proprio identico al mio, ma molto simile, con la speranza che il rinvio che si intravedeva all'interno nelle foto dell'inserzione vada bene anche per il mio cambio.

Devo ammetterlo, sono andato molto "a sentimento" con questo acquisto.

Come ho scritto la fortuna mi assiste: il coperchio arriva dopo una settimana, l'alberino è in perfette condizioni e soprattutto è adattabile al mio cambio.
A questo punto il cambio viene rimontato e chiuso definitivamente
 
 
(e lubrificato con l'apposito grasso fluido)

 
Sistemato il cambio, visto che cominciano ad arrivare un po' di pezzi verniciati e un po' di pezzi cromati, possiamo cominciare a rimontare qualcosa !
Come da abitudine parto dal cavalletto,

aiuta a far rimanere più stabile il telaio sul ponte

Il passo successivo riguarda la forcella, ma prima di assemblarla occorre fare due lavoretti al "cristo":
 
La ghiera del cuscinetto inferiore dello sterzo "balla" un po' troppo quindi viene tornito il perno centrale ed inserita una boccola in bronzo.
 
Anche il perno del parallelogramma ha parecchio gioco e si fanno due bronzine nella sua sede, dopo aver maggiorato il foro (questa forcella era priva di bronzine, lavorava "ferro su ferro").
Stessa sorte toccherà anche al foro del perno superiore.
Risolti questi dettagli la forcella viene ultimata e già che ci siamo ci mettiamo pure il suo faro Bosch ed il mozzo con relativo tamburo, tanto per controllare che vada tutto bene

(lo so.... pessima foto !)

e tanto per non sbagliare si mette su  anche il mozzo posteriore
Siamo a buon punto !!!

:-)

Serata dedicata ai parafanghi, e a tutto quello che ci sta attaccato.

La batteria è servita per testare il buon funzionamento del fanalino posteriore.

Arriva il momento di dedicarsi al motore.
 
 
Ricostruisco le alette mancanti del cilindro e do una bella mano di vernice nera per alte temperature
L'albero motore è stato assemblato grazie ad un asse di accoppiamento nuovo, col quale è arrivato anche il nuovo cuscinetto di biella.

E' stato anche ripreso il filetto che dovrà tenere il parastrappi della trasmissione primaria

E' stata quindi ricostruita la boccola per lo spinotto del pistone, anch'esso ricostruito leggermente maggiorato dopo aver alesato i fori nel pistone.
Si puliscono i due semicarter, quindi si ricostruisce la bronzina per l'asse a camme che era esageratamente consumata, e si mettono i cuscinetti di banco nuovi Il basamento poi viene chiuso e trova la sua collocazione definitiva dentro al telaio
 
Adesso è d'obbligo occuparsi di mettere due ruote sotto al telaio, per renderla più agevolmente spostabile quando serve
 
I raggi sono quelli originali, di diametro maggiore quelli posteriori rispetto a quelli anteriori, sono stati mandati a brunire ed ora ci sono le solite "collane" da disfare quindi mi organizzo per raggiare la ruota anteriore.

Anche i cerchioni sono quelli originali, per fortuna ancora recuperabili. Sono stati ricromati e verniciati al centro

Ultimata la raggiatura la ruota viene centrata e quindi munita della copertura nuova
La stessa sorte tocca poi alla ruota posteriore
Torniamo al motore....

monto il pistone e quindi il cilindro

a cui fa seguito l'asse a camme, ovviamente messo in fase, con relativi "martelletti", questo permette di chiudere il carter della distribuzione e di montare la dinamo-spinterogeno, che era stata mandata a revisionare da uno specialista e anche l'accensione viene messa in fase
Sul prolungamento dell'asse a camme si mette a lavorare la pompa dell'olio e si chiude il coperchio, quindi si possono montare un po' di pezzi sul telaio come serbatoio dell'olio, portabatteria e batteria, bauletto portaoggetti, bobina, ecc. ecc.... successivamente si completerà la testata con il castelletto, i bilancieri ed il nuovo comando dell'alza-valvola
Sull'altro lato le cose sono un po' più complicate: bisogna montare il parastrappi sotto al pignone della primaria  che mancava completamente.
Bisogna aggiungere che questo motore ha stranamente il parastrappi montato "a rovescio" ma è una cosa obbligata per avere l'allineamento corretto della catena con la frizione e soprattutto per stare dentro a questo carter.
Pignone ed elemento scorrevole li ho acquistati nuovi, ma per poter assemblare il tutto devo farmi un pezzo al tornio, ricavandolo da un pezzo pieno.
alla fine il pezzo è questo :
Grazie a questo pezzo si può far lavorare lo scorrevole all'interno della molla, e non sarebbe possibile fare altrimenti perché se lavorasse di testa alla molla l'altezza dell'albero non basterebbe invece con questo sistema il pignone può essere montato e lavora nella posizione giusta
Volendo fare una piccola divagazione:

solitamente i parastrappi sono montati così:

ed il coperchio del carter ha il classico "rigonfiamento" per contenere la molla e tutto l'insieme del parastrappi
su questa moto il parastrappi è montato così: come si vede il retro del carter è infossato ed il coperchio in corrispondenza del pignone è quasi piatto, il pignone non potrebbe assolutamente stare all'interno !
Finita questa piccola divagazione possiamo andare avanti, mettendo il cambio nel telaio così sull'altro lato si può installare la frizione e completare la trasmissione primaria, mettere i paracatena (ce ne sono due) e la catena verso la ruota E adesso che c'è tutto l'occorrente montato, che si fa ?
 
non ci vuole molto a capirlo !
 
l'apprensione come sempre in questi casi è tanta ma una prova di accensione, arrivati a questo punto, bisogna farla !
 
  
 
Non mi stancherò mai di dirlo: quando un motore, dopo decenni di abbandono, torna a farci sentire la sua voce è sempre un momento incredibile e  solo chi è appassionato di queste cose può comprendere a fondo l'emozione che da.
 
Adesso la strada è veramente tutta in discesa !
 
L'arrivo del serbatoio cromato e verniciato porta ad un nuovo step evolutivo del montaggio, e l'installazione degli scarichi rende ancor meglio l'idea di come sarà questa moto una volta finita Manca ancora tutta la strumentazione, che però non tarda ad essere installata e messa in funzione
La moto così com'era in occasione delle prime uscite per prove su strada, munita anche del regolamentare specchietto retrovisore: Piccola divagazione riguardo alla strumentazione.

La moto in origine montava una serie di strumenti di marca VDO. Dato che non ne ho trovati, e non vado a cercarli da chi ce li ha perché so che mi toccherebbe vendermi un rene (o forse tutti e due) per acquistarli, ho ripiegato su tutta la strumentazione Smiths. L'orologio è una replica indecente, ma qualcosa per tappare quel buco ci voleva e piuttosto che un tappo artigianale, almeno questa schifezza mi dice che ore sono. Il contachilometri è un bello strumento originale dell'epoca, a movimento cronometrico con contatore parziale, scala 140km/h come si conviene ad una moto di questa cilindrata. Il manometro della pressione olio è sempre uno strumento Smiths originale, acquistato in Inghilterra, anch'esso perfettamente funzionante.

 
Per il momento mancano le decalcomanie sul serbatoio e sul tagliavento e veramente pochi altri dettagli, dopodiché potrà considerarsi ultimata !

Per quanto riguarda le impressioni di guida.... dovreste vedere la mia faccia mentre la provo  :-))

 

Le decalcomanie per il serbatoio sono arrivate e sono state applicate.

Quelle sul tagliavento ancora non le ho messe perché la sagoma del tagliavento è errata, quindi verranno messe appena ne avrò realizzato uno della forma corretta.

Per il momento la moto può considerarsi finita anche così !

 
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